Alessandra Trevisan
Consuntivo d'assalto
25/11/09 22:11 Filed in: comunicazioni
È che vieni travolto dal resto della tua vita: dal lavoro che comunque lunedì ti porta in ufficio a pensare ad altro (e devi pensare ad altro, sennò la porta è quella e tanti saluti), dalla morosa, dalle tante piccole banalità di casa (quotidiane, proprio: la bolletta, ma perché è così alta?, il gatto, hai comprato le scatolette o gli facciamo fare dieta?, maledetto internet, adesso chiamo Telecom e gli faccio un cazziatone). Sennò queste righe le avrei scritte molti giorni fa.
Sabato 7 novembre, al Centro culturale Candiani di Mestre, uno dei posti più belli che abbiamo in città, si è svolto un evento dal nome Gioventù d’asfalto, gioventù d’assalto: viaggio alla scoperta dei giovani raccontati da Massimiliano Santarossa. Massimiliano Santarossa è uno degli scrittori più famosi che abbiamo nel Nordest, e uno dei più sinceri: il fatto ch’è mio amico dipende dalla seconda questione, non dalla prima. Siamo diventati amici perché nella tarda estate del 2008 gli ho spedito un’email dicendogli: senti, ho letto Storie dal fondo, m’è piaciuto, perché non facciamo una presentazione? Ehi, tra l’altro, non è che hai qualche racconto per inutile? È iniziata proprio così. Adesso ogni mese pubblichiamo Bar NordEst, degli estratti dal suo ultimo Gioventù d’asfalto, uscito un paio di mesi fa. E proprio da Gioventù d’asfalto siam partiti, il 7 novembre, per fare una discussione intorno ai giovani del NordEst. Non per campanilismo o per legami politici, ma solo perché tutte le persone che sono intervenute abitano in queste regioni, e perché comunque i racconti di Max parlano di quello.
Dal libro siam partiti, con Max, Marco Garbin (all’epoca assessore alla Cultura per il comune di Martellago), Alessandra Trevisan, Stefano Patron (bibliotecario di Ca’ Foscari), Nicolò Porcelluzzi (a nome dello Spritz Letterario), e il sottoscritto (per inutile, associazione e rivista): e siam partiti bene, guidati dall’ottimo Sergio Frigo (del Gazzettino), a parlare della gioventù di oggi, con inevitabili riferimenti alla gioventù di ieri, e critiche e suggerimenti, e sono venute fuori cose davvero belle, soprattutto dagli interventi di Stefano e Marco (mentre io, ammetto, ho lasciato parecchio a desiderare). E per dimostrare che non siamo solo una gioventù d’asfalto, via con l’assalto: letture di racconti scritti da persone che abbiamo incontrato in questi quasi tre anni di vita di inutile, persone che conoscevo, e della cui qualità mi sentivo di garantire. Racconti di Viviana Capurso, Ilaria Vajngerl, Michele Marcon, di Nicolò, uno letto da Max; e per finire, Lisa e i suonastorie a salutarci con un po’ di musica (be’, musica letteraria, diciamo così).
Adesso è passato un po’ di tempo, e posso dire le cose con più tranquillità, e cognizione di causa, e quindi: è stato davvero bello. È stato bello vedere cento e più persone (a seconda dei momenti) davanti a noi, lì per noi, portati da noi. Alcuni erano amici di famiglia, altri erano amici degli ospiti, altri non li avevo proprio mai visti: il che è un bene, se stai cercando di organizzare eventi cui venga sempre più gente e possibilmente non solo i tuoi vicini di casa. È stato davvero bello, perché i commenti di tutti sono stati: avete fatto una cosa interessante, e una cosa diversa, e una cosa intelligente, e una cosa che dovrebbe essere fatta più spesso. Spero che tutti non ci abbiano detto queste cose solo per farci felici. È stato spossante, stancante, irrimediabilmente massacrante, perché sono stati sette mesi di mail, di preparativi, organizzazioni, riunioni, telefonate, ancora mail e ancora mail e ancora mail. Serate a fare le locandine e i segnalibri (venuti davvero bene, però). Timori di non essere all’altezza, di non riuscire a tenere testa all’organizzazione che noi stessi avevamo pensato. Spossante perché abbiamo fatto cinque cose in una: presentazione, dibattito, letture, musica, cena. Un dibattito con sette persone sul palco, robetta da poco. Cinque letture, un gruppo musicale, robetta da poco. Per la cena una tavolata da quaranta persone (poi ridotti a venti: allora sì, questa sì è robetta). La sera dopo ero annientato.
Ma ce l’abbiamo fatta. E sono felice che voi ci foste. E se voi non c’eravate, vi siete persi un pomeriggio diverso, interessante, intelligente. Uno dei pomeriggi più fichi di questo novembre mestrino.
Matteo Scandolin {presidente}
Sabato 7 novembre, al Centro culturale Candiani di Mestre, uno dei posti più belli che abbiamo in città, si è svolto un evento dal nome Gioventù d’asfalto, gioventù d’assalto: viaggio alla scoperta dei giovani raccontati da Massimiliano Santarossa. Massimiliano Santarossa è uno degli scrittori più famosi che abbiamo nel Nordest, e uno dei più sinceri: il fatto ch’è mio amico dipende dalla seconda questione, non dalla prima. Siamo diventati amici perché nella tarda estate del 2008 gli ho spedito un’email dicendogli: senti, ho letto Storie dal fondo, m’è piaciuto, perché non facciamo una presentazione? Ehi, tra l’altro, non è che hai qualche racconto per inutile? È iniziata proprio così. Adesso ogni mese pubblichiamo Bar NordEst, degli estratti dal suo ultimo Gioventù d’asfalto, uscito un paio di mesi fa. E proprio da Gioventù d’asfalto siam partiti, il 7 novembre, per fare una discussione intorno ai giovani del NordEst. Non per campanilismo o per legami politici, ma solo perché tutte le persone che sono intervenute abitano in queste regioni, e perché comunque i racconti di Max parlano di quello.
Dal libro siam partiti, con Max, Marco Garbin (all’epoca assessore alla Cultura per il comune di Martellago), Alessandra Trevisan, Stefano Patron (bibliotecario di Ca’ Foscari), Nicolò Porcelluzzi (a nome dello Spritz Letterario), e il sottoscritto (per inutile, associazione e rivista): e siam partiti bene, guidati dall’ottimo Sergio Frigo (del Gazzettino), a parlare della gioventù di oggi, con inevitabili riferimenti alla gioventù di ieri, e critiche e suggerimenti, e sono venute fuori cose davvero belle, soprattutto dagli interventi di Stefano e Marco (mentre io, ammetto, ho lasciato parecchio a desiderare). E per dimostrare che non siamo solo una gioventù d’asfalto, via con l’assalto: letture di racconti scritti da persone che abbiamo incontrato in questi quasi tre anni di vita di inutile, persone che conoscevo, e della cui qualità mi sentivo di garantire. Racconti di Viviana Capurso, Ilaria Vajngerl, Michele Marcon, di Nicolò, uno letto da Max; e per finire, Lisa e i suonastorie a salutarci con un po’ di musica (be’, musica letteraria, diciamo così).
Adesso è passato un po’ di tempo, e posso dire le cose con più tranquillità, e cognizione di causa, e quindi: è stato davvero bello. È stato bello vedere cento e più persone (a seconda dei momenti) davanti a noi, lì per noi, portati da noi. Alcuni erano amici di famiglia, altri erano amici degli ospiti, altri non li avevo proprio mai visti: il che è un bene, se stai cercando di organizzare eventi cui venga sempre più gente e possibilmente non solo i tuoi vicini di casa. È stato davvero bello, perché i commenti di tutti sono stati: avete fatto una cosa interessante, e una cosa diversa, e una cosa intelligente, e una cosa che dovrebbe essere fatta più spesso. Spero che tutti non ci abbiano detto queste cose solo per farci felici. È stato spossante, stancante, irrimediabilmente massacrante, perché sono stati sette mesi di mail, di preparativi, organizzazioni, riunioni, telefonate, ancora mail e ancora mail e ancora mail. Serate a fare le locandine e i segnalibri (venuti davvero bene, però). Timori di non essere all’altezza, di non riuscire a tenere testa all’organizzazione che noi stessi avevamo pensato. Spossante perché abbiamo fatto cinque cose in una: presentazione, dibattito, letture, musica, cena. Un dibattito con sette persone sul palco, robetta da poco. Cinque letture, un gruppo musicale, robetta da poco. Per la cena una tavolata da quaranta persone (poi ridotti a venti: allora sì, questa sì è robetta). La sera dopo ero annientato.
Ma ce l’abbiamo fatta. E sono felice che voi ci foste. E se voi non c’eravate, vi siete persi un pomeriggio diverso, interessante, intelligente. Uno dei pomeriggi più fichi di questo novembre mestrino.
Matteo Scandolin {presidente}
Gioventù d'asfalto, gioventù d'assalto
02/11/09 00:19 Filed in: eventi
sabato 7 novembre 2009, h.17 c/o Centro Culturale Candiani, Mestre
GIOVENTÙ D’ASFALTO GIOVENTÙ D’ASSALTO
Massimiliano Santarossa viene dalla periferia furlana e da lì vengono anche le sue storie. Leggerle è un po’ come sedersi e ascoltare il cugino grande che ti racconta delle cose che ha visto. Massimiliano ti prende e ti racconta le storie che ha visto dal fondo dell’osteria di paese, degli amici che c’erano e son partiti, coscienti di partire o incoscienti di fronte al mondo. Ti siedi con lui al fondo dell’osteria e arrivi al fondo del bicchiere che ti sembra di capirla un po’ di più, quella cosa che chiami “quotidiano”. Quella cosa che si disgrega attorno all’osteria, all’interno dell’osteria.
Sabato 7 novembre 2009, al Centro Culturale Candiani di Mestre, si terrà la presentazione di Gioventù d’asfalto, il secondo libro di Massimiliano Santarossa (edito da Biblioteca dell’Immagine). Con Storie dal fondo (2007), Massimiliano si è distinto come una delle voci più sincere e originali delle nostre terre. Con lui attraverseremo il Nordest dei suoi racconti e dei nostri giorni per capire chi sono i giovani che lo vivono, e dove li ha portati crescere in una gioventù d’asfalto che sembra aver perduto ogni punto di riferimento. Sono davvero tutti persi dentro a un monitor, a parlarsi in chat? O, una volta di più, è stupido ragionare per categorie, slogan? Con l’intervento di persone che gravitano attorno al mondo della cultura nelle periferie dell’impero guarderemo a questa realtà cercando di costruire qualcosa. Al termine del dibattito, verrà presentata un’ora di letture di giovani esordienti del Nordest: Viviana Capurso, Ilaria Vajngerl, Michele Marcon e i ragazzi dello Spritz Letterario leggeranno un racconto. Lisa e i Suonastorie chiuderanno, in musica, la serata.
Gioventù d’asfalto »
dibattito con Massimiliano Santarossa, Marco Garbin, Stefano Patron, Alessandra Trevisan, i ragazzi dello Spritz Letterario, Matteo Scandolin
Gioventù d’assalto »
letture di Viviana Capurso, Michele Marcon, Ilaria Vajngerl, Massimiliano Santarossa; musiche di Lisa e i Suonastorie
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GIOVENTÙ D’ASFALTO GIOVENTÙ D’ASSALTO
Massimiliano Santarossa viene dalla periferia furlana e da lì vengono anche le sue storie. Leggerle è un po’ come sedersi e ascoltare il cugino grande che ti racconta delle cose che ha visto. Massimiliano ti prende e ti racconta le storie che ha visto dal fondo dell’osteria di paese, degli amici che c’erano e son partiti, coscienti di partire o incoscienti di fronte al mondo. Ti siedi con lui al fondo dell’osteria e arrivi al fondo del bicchiere che ti sembra di capirla un po’ di più, quella cosa che chiami “quotidiano”. Quella cosa che si disgrega attorno all’osteria, all’interno dell’osteria.
Sabato 7 novembre 2009, al Centro Culturale Candiani di Mestre, si terrà la presentazione di Gioventù d’asfalto, il secondo libro di Massimiliano Santarossa (edito da Biblioteca dell’Immagine). Con Storie dal fondo (2007), Massimiliano si è distinto come una delle voci più sincere e originali delle nostre terre. Con lui attraverseremo il Nordest dei suoi racconti e dei nostri giorni per capire chi sono i giovani che lo vivono, e dove li ha portati crescere in una gioventù d’asfalto che sembra aver perduto ogni punto di riferimento. Sono davvero tutti persi dentro a un monitor, a parlarsi in chat? O, una volta di più, è stupido ragionare per categorie, slogan? Con l’intervento di persone che gravitano attorno al mondo della cultura nelle periferie dell’impero guarderemo a questa realtà cercando di costruire qualcosa. Al termine del dibattito, verrà presentata un’ora di letture di giovani esordienti del Nordest: Viviana Capurso, Ilaria Vajngerl, Michele Marcon e i ragazzi dello Spritz Letterario leggeranno un racconto. Lisa e i Suonastorie chiuderanno, in musica, la serata.
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letture di Viviana Capurso, Michele Marcon, Ilaria Vajngerl, Massimiliano Santarossa; musiche di Lisa e i Suonastorie
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